manifesto della medicina olistica

Cos’è il Manifesto della Medicina Olistica?

È una carta, elaborata dal presidente dell’Associazione “La Medicina Olistica Nazionale”, che indica i tre Pilastri e i dieci Principi su cui si fonda la Medicina Olistica.

 

Una carta che vuole fare chiarezza in un settore particolarmente delicato, perché si parla della salute della gente, e perché è un settore in cui c’è tanta confusione, anche a causa dei potentissimi e numerosi interessi che si intrecciano in merito ai bisogni di salute.

Il termine “olistico” deriva dalla parola greca “holos”, che significa “il tutto” o “l’insieme”.

La Medicina Olistica è quella medicina che promuove la salute, che previene, cura e riabilita dalle malattie, interessandosi della globalità dell’essere umano, visto a 360° (si cura la persona nella sua globalità e il suo ambiente, non solo l’organo, o la malattia). L’essere umano viene pertanto considerato in tutte le sue dimensioni, materiali e immateriali, visto inoltre nella sua singolare specificità e in rapporto al suo ambiente (materiale e immateriale), di vita e di lavoro.

 

La Medicina olistica si basa, pertanto, su tre pilastri fondamentali e su dieci saldi principi.

PILASTRI DELLA MEDICINA OLISTICA

La visione globale dell’essere umano

a 360° gradi;

La specificità dell’essere umano.

Ogni individuo non è un oggetto, ma un soggetto che, più o meno consapevolmente, ha dei progetti, consci o inconsci, che influiscono sulla sua salute o sulla nascita ed evoluzione delle malattie;

L’ambiente di vita e di lavoro

che può ostacolare o favorire un percorso di ben-essere o di malessere.

PRINCIPI DELLA MEDICINA OLISTICA

i principi della medicina olistica

Ogni malattia non nasce e non guarisce per caso. Lo stato di salute, di malattia o di recupero della salute rappresenta sempre la conseguenza inevitabile delle leggi che governano la vita, la salute, la malattia e la guarigione.

 

Se capita qualcosa che non riusciamo a comprendere è perché quel qualcosa o quel determinato evento rappresenta la naturale e inevitabile conseguenza di leggi che non conosciamo ancora.

 

Nulla succede per caso. L’essere umano ha inventato la parola caso, per nascondere la propria ignoranza in merito alle cause di tutti quei fenomeni che abbiamo definito casuali.

 

Non esistono cause senza effetti e non esistono effetti senza cause. Non si può costruire una nuova medicina per ogni legge che si scopre. Si rischia così di creare tantissime medicine diverse, ciascuna con il proprio orto da coltivare.

 

La medicina deve essere pertanto una: la medicina olistica. Il suo compito è quello di conoscere ed applicare tutte le leggi attualmente conosciute; deve, inoltre, con umiltà, al di là di qualsiasi pregiudiziale, ricercare nuove verità e nuove leggi non ancora conosciute, oppure conosciute ma non applicate.

 

L’unica pregiudiziale per accogliere la teoria e, soprattutto, la prassi di qualsiasi altra medicina è la possibilità di ottenere risultati replicabili e dimostrabili con metodo scientifico. Solo questa rigida impostazione può garantire i maggiori risultati nell’interesse esclusivo del paziente.

 

Una nuova conoscenza è tanto più scientifica quanto più riesce ad essere verificabile, predittiva e riproducibile.

Il compito prioritario del medico è quello di educare alla salute come principale strumento di prevenzione, cura, riabilitazione e promozione della salute.

 

Educare alla salute vuol dire principalmente far conoscere alle persone quali sono le cause e i fattori rischio delle malattie e quali sono i fattori protettivi che proteggono dalle stesse o che favoriscono un percorso di guarigione.

 

Prevenire è sicuramente molto meglio che curare. Un grammo di prevenzione, in termini di efficacia ed efficienza, pesa molto più di una tonnellata di cura.

 

L’educazione alla salute svolge un ruolo fondamentale, non solo nella fase della prevenzione, ma anche nella fase della cura, della riabilitazione e della promozione della salute.

La Medicina Olistica fa propria la ridefinizione di salute effettuata nel 1998 da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

La salute intesa non come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo ben-essere fisico, mentale, sociale e spirituale, si identifica con la gioia e con la felicità.

Ogni essere umano è programmato, in condizioni fisiologiche, per dare e ricevere gioia.

 

La gioia in realtà rappresenta l’effetto collaterale di un percorso consapevole di realizzazione delle proprie potenzialità, cioè della realizzazione del proprio progetto di vita anatomico e spirituale.

Ciascuna dimensione ha le sue leggi e in ciascuna di esse esistono forze ed energie che possono favorire od ostacolare un percorso di salute o di malattia.

 

Ogni dimensione influenza tutte le altre, ma la dimensione spirituale è quella programmata per governare tutte le altre.

 

La conseguenza inevitabile è che ogni malattia è multifattoriale e, quindi, richiede, per una maggiore efficacia ed efficienza, una strategia terapeutica multifattoriale.

La logica conseguenza è che i veri nemici da combattere non sono le malattie, bensì le cause e i fattori rischio delle malattie.

 

Questo perché le patologie rappresentano il naturale risultato della violazione delle leggi della vita.

“Rimuovi le cause e rimuoverai gli effetti”.

 

Non si può creare la falsa illusione che si possa continuare a essere sani in un pianeta che continuamente avveleniamo e distruggiamo; tanto ci sarà un farmaco o un vaccino che ci salverà. Immaginiamo una donna con un tumore alla mammella che venga operata da un bravissimo chirurgo e che segua pedissequamente qualsiasi terapia efficace, validata scientificamente, ma che torni poi nel suo ambiente di vita e/o di lavoro, con le stesse abitudini di prima.

 

Cosa succederà a quella donna negli anni successivi? Naturalmente, persistendo le cause, persisteranno gli effetti. È solo questione di tempo.

 

Non esistono cause senza effetti e non esistono effetti senza cause.

Qualsiasi tipo di guarigione, comprese quelle definite impossibili, ubbidiscono a delle leggi.

 

Il compito del medico è scoprire queste leggi e applicarle ai propri pazienti. In letteratura scientifica esistono, ad esempio, migliaia di guarigioni ritenute impossibili.

 

Si tratta di quelle guarigioni straordinarie che non si riescono a spiegare o a prevedere sulla base delle attuali conoscenze scientifiche della medicina convenzionale.

 

Basti, per esempio, pensare alla guarigione di un cancro con multiple metastasi a distanza.

La salute non è altro che la massima espressione delle leggi della vita.

 

Non è un caso che nel sanscrito il termine salute “svastha” significa “essere se stessi”.

 

La malattia, intensa anche come sofferenza psichica o spirituale, rappresenta un indicatore che ci si sta allontanando o, comunque, non si sta realizzando il proprio progetto di vita.

Diversi dati scientifici dimostrano che in ogni parte c’è il tutto e che il tutto è in ogni parte.

 

Ognuno potrà sicuramente nascondere i propri pensieri, le emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo, le intenzioni verso gli altri, a volte, perfino a se stesso. Sarà invece impossibile nasconderli alle proprie cellule.

 

L’epigenetica dimostra ampiamente quanto riferito.

Il funzionamento di una parte è legato al buon funzionamento del contesto di cui si trova. La conseguenza logica è che per migliorare il funzionamento di una parte dell’organismo (fegato, prostata etc.) bisogna migliorare il funzionamento di tutto l’organismo, di ogni sua parte e dell’ambiente in cui si trova.

 

Il medico cura, ma è il paziente che guarisce. Il medico indica la strada, ma è il paziente che deve percorrerla: tutto questo richiede conoscenze, ma anche forti motivazioni. Ogni percorso terapeutico necessita di energie e strategie. La più grande fonte di energia è l’amore.

 

L’amore ha un ruolo veramente strategico in ogni percorso di promozione della salute e di guarigione. Il paziente deve essere il principale responsabile della propria salute.

 

La responsabilità nasce, nel significato etimologico di “abilità a rispondere”, nel momento in cui si diviene consapevoli che i propri, pensieri, parole, intenzioni, attenzioni, interpretazioni, azioni e omissioni sono sempre come dei semi che producono risultati, immediati e mediati, nel tempo e nello spazio.

 

Sulla base di quanto già evidenziato, la libertà di cura da parte del paziente rappresenta per la Medicina Olistica un valore sacro.

San Vito dei Normanni (BR), 08-08-2020

Dott. Claudio Pagliara

Oncologo

Presidente dell’Associazione “La Medicina Olistica Nazionale” APS

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